CHI HA PAURA DELL'EMOZIONE CATTIVA?

“…L’emozione è infatti la fonte principale della presa di coscienza”

Carl Gustav Jung

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Otto emozioni primarie", opera dell'artista Giulia Martino - Torino 

 

 

Scritto da: Dott.ssa Annalisa Barbier

Jung aveva ragione quando indicava nell'emozione l’elemento principale per prendere coscienza di sé e del proprio stato interiore.  Gioia, paura, tristezza, rabbia, gratitudine: sono molte le emozioni che trovano posto nella nostra vita ogni giorno e, sebbene non tutte siano piacevoli, tutte sono importanti poiché rappresentano una GUIDA interiore di grande valore.

 

Le emozioni infatti sono qui per darci una mano a comprendere cosa fare, per difenderci o proteggerci dal pericolo e per aiutarci a prendere la decisione giusta.

 

A volte però esse possono diventare il nostro nemico poiché – se non ascoltate, negate o scacciate -  possono aggiungere sofferenza al disagio (ansia, paura, rabbia ecc.) o farci vivere situazioni conflittuali (emozioni ambivalenti o poco chiare, confusione interiore).

 

E’ dunque molto importante AFFRONTARE ANCHE LE EMOZIONI SPIACEVOLI, imparando a ri-conoscerle e a renderle nostre complici, per poter vivere una vita più gratificante e in armonia con il nostro Sé interiore.

 

Cosa fare per conoscere meglio le tue emozioni senza temerle, accogliendo il MESSAGGIO CHE TI PORTANO e il loro POTENZIALE COSTRUTTIVO?

 

1)    CHIEDIMI SE SONO FELICE

Per iniziare a lavorare con le emozioni e renderle tue alleate, devi imparare a riconoscerle e distinguerle tra loro per non sentirti confuso, o peggio, attribuire ad un tuo stato d’animo una valenza sbagliata. Nominare correttamente e in modo preciso il tuo stato d’animo ti aiuterà a distinguere la tristezza dalla depressione, la paura dall'inquietudine, la gioia dall'eccitazione e così via.

COME PUOI FARE.  Prima di tutto poniti questa semplice domanda: “Come mi sento in questo momento?”; potresti chiederti se ti senti “bene” oppure “male”, e successivamente approfondire la domanda chiedendoti più precisamente, nell'ambito di queste due grandi categorie, cosa provi. La tabella allegata ti aiuterà a trovare le parole giuste per descrivere come ti senti .

 

2)    CORTESIE  PER GLI OSPITI

Anche le emozioni più spiacevoli, come la tristezza o la paura vogliono essere accolte, ascoltate e riconosciute; nasconderle a te stesso o provare ad evitarle con distrazioni di ogni tipo (dall'abuso di alcol a quello di cibo, alleviamento delle situazioni “difficili” all'iperattività che è una fuga da se stessi) non ti aiuterà a stare meglio, e nel lungo termine si potrebbe rivelare addirittura dannoso per la tua salute e per il tuo equilibrio. Nel cammino verso l’integrazione e la conoscenza di te stesso, devi imparare ad essere più CONSAPEVOLE delle tue emozioni, e ad ACCOGLIERLE come ospiti improvvisi, senza giudicarle né scacciarle.

COME PUOI FARE. Ti può venire in aiuto la Mindfulness, che offre numerosi strumenti per accrescere la consapevolezza di sé e delle proprie emozioni. La prossima volta che provi un’emozione/sensazione spiacevole, nota se hai l’impulso automatico di evitarla, scacciarla o controllarla. Invece di agire questo impulso, prenditi il tempo di ascoltare, riconoscere ed accogliere l’emozione per “disinnescarne” il potenziale dannoso e comprenderne il messaggio. Puoi spostare l'attenzione a ciò che l'emozione ti provoca a livello delle sensazioni corporee (ad es. sensazione di nodo alla gola o stretta allo stomaco), prenditi ancora un po' di tempo per osservare dentro di te gli effetti dell'emozione. Quindi porta la tua consapevolezza amorevole sul respiro che entra ed esce dalle narici, percepisci la sensazione legata all'aria che entra ed attraversa tutto il tuo corpo circolando al suo interno, per poi uscire nuovamente nell'espirazione. Sii presente a te stesso durante tutto questo processo di respirazione e, se vuoi, puoi contare i tuoi respiri.

 

IL GIOCO DEL "SE FOSSE...?"

  • se la tua emozione fosse fosse un animale, quale animale sarebbe?
  • se fosse un colore?
  • se fosse una forma?
  • se fosse un materiale?
  • se fosse un odore?
  • se fosse un personaggio noto?


3)    COSA MI STAI DICENDO?

Le emozioni sono una grande ricchezza e, sebbene quelle spiacevoli vengano considerate “negative”, tutte sono utili perché ti collegano direttamente ai tuoi bisogni. Le emozioni sono infatti precisi indicatori di ciò che conta per te e ti fanno capire se i tuoi bisogni sono soddisfatti: se lo sono, proverai emozioni piacevoli come gioia o gratitudine, mentre proverai emozioni spiacevoli come tristezza o rabbia quando i tuoi bisogni rimangono insoddisfatti. Afferrare il legame tra emozione e bisogni è un passaggio molto importante ed osservare le tue emozioni ti permetterà di comprendere di cosa hai davvero bisogno, e muoverti nella giusta direzione per ottenerlo!

COME PUOI FARE. Per prenderti cura dei tuoi bisogni devi conoscerli e poi agire nella direzione giusta per il loro soddisfacimento. Di seguito un semplice esercizio che ti sarà utile per imparare a collegare le emozioni ai tuoi bisogni: emozione piacevole = bisogno soddisfatto, emozione spiacevole = bisogno non soddisfatto.

1.      Fai una lista dei tuoi bisogni più importanti nell’ambito delle seguenti categorie: sicurezza (sentirsi sicuri materialmente e moralmente); Stimolo (ricevere stimolazioni sia fisiche come un buon pasto, che mentali come la creatività); Affetto e socialità (amore, amicizia, appartenenza); Stima e riconoscimento (sentire di valere e di essere “visto” dagli altri); Autonomia; Senso e coerenza (percepire che la tua vita ha un senso ed è in linea con i tuoi valori).

2.      Mettili in ordine di importanza

3.      Chiediti, ogni volta che provi un’emozione  piacevole o spiacevole, a quale bisogno soddisfatto o insoddisfatto si collega l’emozione provata.

4.      Metti in atto strategie e scelte adatte a soddisfare i tuoi veri bisogni

Esempio: in questo momento provo soddisfazione = mi accorgo che è così perché il mio bisogno di condivisione ed ascolto è soddisfatto; Oppure in questo momento provo rabbia = mi accorgo che la provo perché in questo momento il mio bisogno di stima e autonomia è insoddisfatto.

 

4)     CONSEGUENZE INDESIDERATE

Le nostre scelte e il modo in cui ci comportiamo sono in larga parte frutto inconsapevole delle emozioni: accade qualcosa (ad esempio, ti ricordano che devi scrivere un report di lavoro), provi un’emozione spiacevole legata ad una tua valutazione (ad esempio ansia perché pensi di non saperlo fare come si deve), ti comporti in un certo modo (ad esempio rimandando l’esecuzione del lavoro per evitare di affrontare l’ansia e l’eventuale delusione di un lavoro imperfetto). Le conseguenze di questo saranno probabilmente che ti troverai ad accumulare ritardo nel lavoro, sentendoti sempre più a disagio e preoccupato. E’ quindi importante collegare l’emozione al comportamento che essa produce, soprattutto quando questo comportamento provoca delle conseguenze spiacevoli o distruttive per te, per evitare di peggiorare la situazione.

COME PUOI FARE. Puoi usare il “diario delle emozioni” per imparare a capire il legame che esiste tra certi comportamenti dannosi e le tue emozioni, per poter correggere il tiro e agire consapevolmente e costruttivamente, e non in modo automatico e preda delle emozioni spiacevoli.

 

IL DIARIO DELLE EMOZIONI 

  1. EVENTO CHE HA SCATENATO L’EMOZIONE            
  2. EMOZIONE CHE HO PROVATO (aiutati con la lista allegata)
  3. QUAL’E’ L’IMPULSO AD AGIRE? (cosa mi viene istintivo fare)
  4. CONSEGUENZE DEL MIO COMPORTAMENTO
  5. COMPORTAMENTO ALTERNATIVO (se l’impulso ad agire ti provoca conseguenze negative o controproducenti, rifletti su cosa sarebbe invece più utile FARE per raggiungere il tuo obiettivo o limitare i danni!)

 

ARTICOLI CORRELATI: come controllare la rabbia; il training autogeno; correggere i pensieri negativi; 12 modi di pensare sano

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LE PAROLE GIUSTE PER LE TUE EMOZIONI
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Commenti: 2
  • #1

    Monica Maggi (mercoledì, 17 agosto 2016 14:08)

    Grazie Dottoressa. Ha scritto cose meravigliosamente utili e comprensibili.

  • #2

    annalisa barbier (mercoledì, 17 agosto 2016 14:31)

    La ringrazio per il gentile complimento, felice di essere utile.