DIPENDENZA AFFETTIVA: CONVINZIONI E COMPORTAMENTI

Scritto da: Dott.ssa Annalisa Barbier

 

La DIPENDENZA AFFETTIVA, sebbene non ufficialmente riconosciuta nel Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali DSM-V, viene considerata sempre più come un disturbo psicologico a sé stante, con caratteristiche specifiche e differenziabili.

E’ caratterizzata da pattern comportamentali disfunzionali e compulsivi nell’ambito delle relazioni sentimentali e della sessualità, che provocano conseguenze spiacevoli per la persona affetta e per il partner: relazioni e matrimoni finiti, problemi legali e di custodia dei figli, problemi di salute dovuti a patologie psicosomatiche legate allo stress o a malattie sessualmente trasmissibili, problemi legati alla presenza di altre dipendenze da sostanza (alcol, stupefacenti, farmaci) o comportamentali (shopping compulsivo, gioco, attività fisica ecc).

Le persone che soffrono di DA sono tormentate da sentimenti di paura, apprensione e insicurezza: terrorizzati dal rifiuto, hanno una bassa autostima, scarsa fiducia nelle loro capacità e si sentono incapaci di suscitare amore nell’altro. Desiderano e aspettano ardentemente quell’amore totalizzante e accudente che probabilmente non hanno mai ricevuto dalla famiglia di origine.

 

COME SI MANIFESTA LA DIPENDENZA AFFETTIVA

La DA non è solamente spasmodica ricerca e bisogno di una relazione fusionale, ma spesso comporta anche il sabotaggio delle relazioni da parte della persona affetta, nel tentativo (inconsapevole) di difendersi da una vera intimità, vissuta come profondamente minacciosa.

Altri non riescono a chiudere relazioni sentimentali tossiche.

 

Le modalità di manifestazione di questo disturbo possono essere diverse, di seguito sono elencate le più comuni

CONVINZIONI ED EMOZIONI

 

  • Sensazione di profonda solitudine ed inquietudine quando non in una relazione
  • Pensieri suicidari quando una relazione finisce
  • Avere bisogno di una relazione per dare un senso alla vita e per poter andare avanti
  • Da soli, la vita è insopportabile
  • Convinzione che il partner giusto risolverà tutti i problemi
  • Credere che tutti i problemi derivino dallo stare con la persona sbagliata, o dal non aver ancora trovato la persona “giusta”
  • Sentire che la vita non avrebbe senso senza una relazione sentimentale
  • Sentimenti di vuoto e infelicità quando si è soli; sentimenti di paura e insoddisfazione quando si è in una relazione
  • Percepire di perdere il controllo quando si è in una relazione, come se si fosse sotto l’effetto di un incantesimo
  • Vengono descritti dai partner come eccessivamente richiedenti cure e attenzioni, gelosi, insicuri, bisognosi o disperati 

COMPORTAMENTI DISFUNZIONALI

  • Incapacità di interrompere la relazione anche quando si è consapevoli che è una relazione non gratificante o addirittura insana
  • Tendenza a sentirsi attratti da partner indisponibili emotivamente, problematici, inaffidabili
  • Difficoltà a mantenere una relazione quando finisce la passione iniziale
  • Sono alla costante ricerca di una nuova relazione che pensano sarà migliore della precedente
  • “Serial Dating” (ossia la tendenza a conoscere ed uscire continuamente con nuovi partner) o relazioni parallele
  • Negazione dei difetti del partner per poter mantenere in piedi la relazione
  • Difficoltà a dire “NO” al partner
  • Compromette le proprie finanze e la propria reputazione per stare dietro al partner
  • Fare di tutto per attrarre o trattenere il partner desiderato
  • Incapacità a mettere dei confini
  • Difficoltà a concentrarsi in altre aree della vita o in altre attività a causa dei pensieri ossessivi sul partner e sulla relazione (di solito preoccupazioni legate all’abbandono o sulla sua condotta)
  • Adattare ed adottare passatempi ed interessi a quelli del partner
  • Quando in una relazione, trascurare fino ad abbandonare i propri interessi, i propri impegni, gli amici e la famiglia
  • Fantasticare di trovare il “principe azzurro” che risolverà tutto e renderà felici
  • Controllare o spiare continuamente la persona che interessa 


CONDOTTA SESSUALE DISFUNZIONALE

  • Avere rapporti sessuali senza considerarne le possibili conseguenze
  • Fare sesso in modo non sicuro
  • Confondere il sesso e la passione con il vero amore  
  • Usare il sesso per attrarre o trattenere partner
  • Usare il sesso e la relazione per fuggire da sentimenti di solitudine, infelicità e vuoto interiore
  • Avere sempre un atteggiamento seduttivo con l’altro sesso
  • Avere più di un partner sessuale nello stesso periodo
  • Usare il sesso per ottenere attenzioni, amore o denaro

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Commenti: 8
  • #1

    Giammario Mascolo (domenica, 25 marzo 2018 19:49)

    Cara collega.
    Permettimi di farti i più vivi complimenti per questo articolo e per gli altri sulla DA. Mi sono permesso di prendere qualche spunto per la panoramica (molto più sintetica e superficiale di questi articoli) che ho inserito sul mio sito. Se vuoi puoi vederla alla pagina www.gmascolo.net/dipendenza-affettiva.php.
    Naturalmente a fine articolo ho citato il tuo sito come fonte di ispirazione. Se per te va bene potremmo inserire i link ai reciproci siti.
    Mi permetto infine di segnalarti che il link nella tua pagina di presentazione per l'invio di messaggi alla tua casella di posta elettronica non funziona, ecco perché ho scritto qui.
    Grazie e ancora complimenti.

    G M

  • #2

    annalisa (giovedì, 05 aprile 2018 17:04)

    Grazie mille collega! Provvederò quanto prima

  • #3

    Ornella Ceci (domenica, 06 maggio 2018 11:02)

    Sto raccogliendo informazioni su questa disfunzione e questo articolo descrive alla perfezione la sintomatologia in cui mi riconosco purtroppo al 90%.
    Come si guarisce? È suffuciente della psicoterapia? Ho fatto un percorso di quasi 3 anni 6 anni fa ma credo a questo punto si essere ancora profondamente biaognosa di continuare. Grazie per qualsiasi risposta.

  • #4

    Annalisa (martedì, 08 maggio 2018 19:41)

    Gentile Ornella,
    il percorso di terapia è fondamentale per riuscire a riconoscere e lavorare sulle ferite e sui comportamenti che portano a vivere una condizione di dipendenza da una relazione o da una persona. La durata della terapia è variabile e dipende sia dal terapeuta che dalla persona coinvolta e dal tipo di intervento terapeutico. Probabilmente 6 anni fa ha fatto il percorso possibile per allora, immagino abbia raggiunto i risultati desiderati. Se ad oggi sente di voler riprendere questo percorso lo faccia; nella vita si cambia ed insieme a noi possono cambiare molte cose e possiamo trovarci nella condizione di voler migliorare qualcosa o ritrovare il nostro equilibrio.
    Un caro saluto

  • #5

    Sandro Fabbrica (lunedì, 27 agosto 2018 10:39)

    Buongiorno.
    Ho trovato questo articolo, come gli altri sulla DA, molto illuminanti e, purtroppo, mi ci rispecchio.
    Molte esperienze di vita e anche molti percorsi terapeutici non hanno sciolto questo nodo che continuo a percepire come una minaccia profonda per la mia esistenza. Anche ora che vivo una splendida relazione con una partner intelligente e semsibile, mi rendo conto di covare i rischi propri di chi soffre di DA.
    Poiché mi sono convinto che la migliore strada per migliorare sia sempre solitaria, non desidero iniziare nuove terapie, mentre mi farebbe molto piacere tenere di fianco a me una buona lettura che mi aiuti a riflettere, e soprattutto ad agire, nella direzione giusta.
    Lei mi può consigliare qualcosa?
    Grazie.

  • #6

    Annalisa (lunedì, 27 agosto 2018 10:51)

    Gentile Sandro,
    mi fa piacere abbia trovato i miei articoli utili e interessanti e la ringrazio per avermi scritto.
    Mi scrive che ha seguito in precedenza diversi percorsi terapeutici, perciò probabilmente conosce se stesso abbastanza bene da poter comprendere quali siano gli schemi di pensiero e di comportamento dannosi, che deve imparare a gestire e "aprire" al cambiamento.
    Comprendo cosa intende quando parla di "nodo" che rappresenta per lei una minaccia; ma se riesce a restarne consapevole senza lasciarsene agire, è già sulla buona strada.
    Di letture ne potrei consigliare diverse, dipende da cosa cerca e da cosa le piace...provo a proporle quello di Marie-Chantal Deetjens: "Dire basta alla dipendenza affettiva".
    Spero lo troverà utile.
    Un caro saluto e buon lavoro si du sé!

  • #7

    Andrea (giovedì, 30 gennaio 2020 10:25)

    Buongiorno Dottoressa,

    Purtroppo anche io mi ritrovo in molti aspetti descritti relativi alla DA.

    In particolare, la gelosia, il controllo e la perdita di interessi e passioni a favore della fusione con l'altra persona caratterizzano sempre la parte iniziale di ogni nuova relazione che ho.
    Inoltre inizio ad ossessionati sui difetti caratteriali dell'altra persona e cerco di cambiarla.

    Poi però troviamo dei compromessi, la fase di euforia iniziale passa, soprattutto divento sicuro di essere davvero amato dall'altra persona la gelosia eccessiva ed il desiderio di controllo se ne vanno ma allora inizio a notare in modo più marcato i difetti fisici ed inizio ad ossessionarmi.

    Difetti che vedevo anche prima ma a cui non davo eccessiva importanza perché avevo trovato la soddisfazione al desiderio più profondo dovuto alla DA.

    La confronto con le altre donne che incontro per strada, o magari la segretaria di un cliente etc etc ed il fatto di vedere che altre donne mi piacciono di più mi fa star male.

    Ciò perché essendo nello stato di bisogno, credo di non aver mai scelto una donna per la magia dell'attrazione ma perchè la persona di turno soddisfaceva il mio desiderio di accettazione, comprensione, di non essere solo, di fusione.

    Ora il fatto è che l'ultima relazione l'ho iniziata a distanza su internet con una ragazza in un paese estero. Dura da circa un anno e mezzo. Sono stato nel suo paese già tre volte ed una volta lei è venuta in Italia.

    Sto lottando con le mie ossessioni e sono in psicoterapia.

    Lo psicologo mi dice che se non ho mai sperimentato il corteggiare una donna mosso davvero dall'attrazione ma dalla dipendenza dovrei imparare a stare bene da solo, poi approcciarmi ad una relazione solo mosso dall'attrazione forte andando quindi a scegliere.

    Ma il fatto è che la mia attuale compagna è una donna meravigliosa. Davvero speciale. È la persona che vorrei come madre dei miei figli.
    Sa di ciò che vivo, del fatto che sono in terapia e mi sta dando il tempo per capire.
    La apprezzo profondamente per ciò che è.

    Quando sono insieme a lei spesso e volentieri mi chiudo nella mia ossessione sull'aspetto fisico. Allora ne parlo con lei e d'improvviso i nodi si sciolgono ed io sto bene. Ed allora sento la voglia di lei, del contatto fisico, smetto di essere in me stesso ed inizio ad essere nel noi... Fino al giorno dopo... Ed il copione si ripete.

    Sembra quasi che la DA si fonda con il Doc da relazione ma questa è solo una mia lettura.

    Da adolescente ho sofferto di DOC. Tipo chiudere il gas 10 volte etc etc... Poi sono riuscito a superare questi sintomi...

    Questo stato di ansia legato alla relazione è invalidante. Ho affrontato la depressione e me ne sono risollevato. Avevo perso tutti gli interessi ma ora va meglio e sto tornando a vivere.

    Ma il fatto di continuare ad avere questi episodi di ansia legati a donne più belle o, ad esempio, se lei mi manda una foto ed in quella foto non mi piace, mi impedisce di mollare gli ormeggi e decidere di passare alla fase successiva. Di portarla da me ed iniziare la nostra vita insieme.
    In conclusione dottoressa, io voglio uscire dalla dipendenza affettiva ma non voglio lasciare la mia attuale compagna.

    Desidero soltanto liberarmi dalle mie ansie per vivere il rapporto in modo autentico lasciando che, se attrazione ed amore ci sono, possano fluire liberamente.

    Credo di essere un caso strano. Per quanto cerchi su internet non ho trovato una combinazione di DA e DOC. Ha qualche suggerimento da darmi o può fare qualche osservazione che mi dia degli spunti?

    Grazie...

  • #8

    Annalisa (lunedì, 03 febbraio 2020 20:14)

    Gentile Andrea grazie per la sua testimonianza. In realtà si tratta di manifestazioni che possono presentarsi insieme, tanto più che lei mi riferisce un'anamnesi di DOC in giovane età. Riferisce di stare già lavorando su queste problematiche con un terapeuta; le suggerisco pertanto di parlare apertamente di queste dinamiche, con il professionista che la sta seguendo, che la conosce e conosce le sue dinamiche e le sue problematiche psicologiche.
    Posso solo aggiungere che, da ciò che mi scrive, mi sembra che sia prevalente una componente ossessiva e di dubbio rispetto a quello che lei definisce dipendenza affettiva che, dalla sua descrizione, sembra appartenere solamente alla fase di innamoramento iniziale e dunque non sembra configurarsi nel tempo come una vera e propria dipendenza. Tuttavia, le mie sono riflessioni legate a ciò che mi scrive, dunque forse imprecise e parziali. Cordiali saluti