Donne che Amano Troppo

Codipendenza e Manipolazione Emotiva

A cura della Dott.ssa Annalisa Barbier

 

Il termine “codependent” fu utilizzato per la prima volta all’inizio degli anni Ottanta nell’ambito della terapia dell’alcolismo, in seguito alla sistematica osservazione da parte dei clinici di “anomalie” comportamentali specifiche presenti nei familiari degli alcolisti. Il concetto di codipendenza è stato poi utilizzato in maniera più ampia per definire in una sola parola l'insieme delle caratteristiche comuni a partner e familiari di persone dedite a comportamenti d’abuso, sia rispetto alle sostanze che alle relazioni.

Nello specifico, parlando di codipendenza da parte del partner di individui dipendenti da sostanze o abusanti, si è notato come questi mostrassero una sorta di dipendenza parallela: la dipendenza dal bisogno di dover a tuti i costi salvare il partner “malato”, o la relazione “malata”, ponendolo al centro della propria vita.

I partner, solitamente di sesso femminile, delle persone affette da queste dipendenze si caratterizzano per la presenza di due aspetti disfunzionali:

1) tendenza a ripetere i modelli relazionali (copioni) del passato: hanno infatti spesso un genitore affetto dalla stessa patologia o dipendenza presentata dal partner attuale

2) tendenza a mettere al centro della propria vita il partner da “salvare” ed il suo benessere, a discapito del proprio.

 

Il costrutto teorico della codipendenza non ha a tutt’oggi ancora trovato un consenso unanime nella letteratura scientifica; tuttavia, è possibile identificarne le caratteristiche psicopatologiche fondamentali, al fine di poter tracciare un “profilo diagnostico” comune ed utilizzabile nella pratica clinica.

I criteri proposti da Cermak nel 1986 per il Disturbo Codipendente di Personalità sono i seguenti:

 

  1. Controllo di sé e degli altri nonostante l’evenienza di serie conseguenze negative;
  2. Il senso di autostima deriva dal sentire che si riesce a controllare e “guarire” l’altro;
  3. Assunzione di responsabilità per l’Altro, anche quando non richiesta;
  4. Disinteresse per i propri bisogni, priorità alle esigenze dell’Altro;
  5. Distorsioni del confine di sé (che diviene estremamente labile, con tendenza alla fusione e alla simbiosi) in situazioni d’intimità e di separazione;
  6. Coinvolgimento in relazioni con soggetti affetti da disturbi di personalità, dipendenza da sostanze, altra dipendenza o disturbi del controllo degli impulsi.

Nel tempo possono fare la comparsa nel codipendente altri disagi psicologici quali depressione, ansia, disturbi del sonno, abuso di sostanze, tendenza a subire ricorrenti maltrattamenti nella relazione, malattie legate allo stress.

La studiosa Pia Mellody, che negli Stati Uniti da molti anni si occupa di codipendenza, traumi infantili e il loro effetto sull’emotività e sulle relazioni adulte, ha identificato alcune caratteristiche cruciali della personalità dei codipendenti, le cui relazioni disfunzionali avrebbero alla base un mancato sviluppo sano del Sé (dal libro “Facing Codependence”, 1989):

1. Basso livello di autostima

2. Difficoltà a stabilire confini del Sé definiti, con tendenza a invadere e a farsi invadere dall’Altro (si ricercano relazioni fusionali e simbiotiche, a discapito della propria libertà e della propria crescita)

3. Difficoltà a riconoscere i propri bisogni, le proprie emozioni ea definire la propria identità

4. Priorità nel prendersi cura dei bisogni e dei desideri degli altri, negando e non riconoscendo i propri e trascurando se stessi

5. Difficoltà nell’esprimere e nel percepire la realtà con equilibrio e moderazione, tendendo all’eccesso in ogni manifestazione di sé.

 

Nella codipendenza, l’aspetto predominante e differenziante è costituito dalla NECESSITA’ del codipendente di avere il controllo attraverso il prendersi totalmente ed esclusivamente cura del partner “malato” o dipendente.

Quindi vediamo che un costrutto centrale della codipendenza è quello del CONTROLLO: sento di avere il controllo della situazione solamente attraverso la cura dell’altro.

Solitamente si tratta di donne che hanno avuto genitori affetti da dipendenza patologica (da alcol, gioco o da droghe), abusanti e/o assenti, le codipendenti hanno sperimentato sentimenti negativi di indegnità e colpa, terrore dell’abbandono, iperresponsabilizzazione. Esse sembrano aver sviluppato la profonda convinzione – a volte inconsapevole – di poter essere “amate” solamente se si dedicano anima e corpo a guarire l’altro, trascurando se stesse. Questo atteggiamento inoltre, restituisce loro quel necessario senso di controllo che gli permette di non sentire la sensazione di disintegrazione e abbandono che tanto temono.

Non è un caso quindi che scelgano partner affetti da dipendenze e con comportamenti violenti ed abusanti, poiché questi sono i soli con i quali possono ripetere il copione relazionale appreso sin dall’infanzia, basato su due convinzioni di fondo, che agiscono in maniera inconsapevole, plasmando i comportamenti del codipendente attraverso la costruzione di strutture e schemi cognitivi, aspettative, regole, interpretazioni:

• Amore = violenza, abuso, noncuranza, totale dedizione all’altro a discapito delle proprie necessità

• Sono degna di amore SOLO SE riesco a salvare il partner

 

Il codipendente ha bisogno di una vittima da salvare: ne ha bisogno perché è il solo ruolo – quello del salvatore – che gli permette di mantenere un positivo senso di sé.

L'altro può essere una qualsiasi delle persone significative della propria vita: marito, genitore, figlio o anche un amico.

Spesso i codipendenti mostrano una andamento patologico della patologia, arrivando a scegliersi solamente persone affetti da alcolismo e altre dipendenze, da alla ricerca dell’insana forma di “appagamento psicologico” che deriva loro dal prendersi cura di una persona “da guarire”.

Non è infrequente che il codipendente tenda ad instaurare relazioni collusive insane, all’interno delle quali entrambi i partner cercano l’uno nell'altro la compensazione alle proprie carenze e ai propri bisogni insoddisfatti, al fine di sostenersi reciprocamente; così un soggetto timido e riflessivo potrebbe colludere con un partner estroverso ed istintivo o viceversa, nell’illusione di poter in tal modo compensare le proprie carenze.

Questo atteggiamento porta però a credere che l’altro sia fondamentale per il proprio benessere ed il proprio equilibrio, e predispone a sviluppare una relazione fusionale-simbiotica, in cui i partner vivono come fusi in una sola entità. Ma questa condizione non dura a lungo. Inevitabilmente prima o poi uno dei due partner vorrà “evolvere” sganciandosi dalla simbiosi relazionale, e l’altro si sentirà inevitabilmente tradito o abbandonato. Si tratta di relazioni insane che si basano sulla dipendenza reciproca, sulla chiusura e sulla staticità.

 

… E DIPENDENZA AFFETTIVA

Questo tipo di relazioni sono frequenti nel caso di persone che soffrono di dipendenza affettiva, le quali mostrano molti tratti in comune con i codipendenti:

• concentrano la loro vita sul partner

• la loro vita dipende dal partner

• cercano felicità e la stabilità all’esterno

• aiutano gli altri invece che se stessi

• hanno bisogno di essere amati ed approvati dagli altri

• controllano i comportamenti altrui

• anticipano i bisogni altrui

• sono attratte dalle persone bisognose d'aiuto

• attribuiscono agli altri il proprio malessere

• si sentono uniche responsabili del cattivo comportamento altrui

• sviluppano sensi di colpa per i comportamenti sbagliati dell'altro

• sopportano sempre più spesso comportamenti spiacevoli di gravità crescente, sentendosene responsabili e credendo dipenda da loro farli cessare

• soffrono di d'ansia o/e depressione

• hanno una paura ossessiva di perdere l'altro (l’apocalisse emotiva)

• provengono spesso da famiglie con elementi affetti da dipendenze o codipendenza

 

… E MANIPOLAZIONE EMOTIVA

Sia le persone affette da dipendenza affettiva che quelle codipendenti, hanno alcune caratteristiche di fondo che le rendono entrambe particolarmente vulnerabili alla Manipolazione Emotiva.

Di seguito elenco alcuni di questi aspetti:

• Desiderio di approvazione

• Mettono l’altro al primo posto nella propria vita

• Desiderio di una relazione intensa e fusionale

• Spiccata capacità di empatia

• Paura di perdere l’altro

• Desiderio di dare di sé un’immagine sempre positiva ed approvata dagli altri

• Bisogno di rassicurazioni e contenimento

• Scarsa autostima e fiducia in sé

Le caratteristiche che accomunano gli individui affetti da dipendenza affettiva e/o codipendenza, li predispongono quindi a divenire facili vittime di persone dedite alla manipolazione emotiva come forma di controllo e rafforzamento del sé.

È quindi molto importante imparare a riconoscere in tempo la presenza di eventuali caratteristiche che possono predisporre a divenire “vittima” di manipolazione emotiva, al fine di evitare le relazioni dipendenti e/o manipolative, e poter vivere una vita di relazione più gratificante, in quanto LIBERA DAL BISOGNO DELL’ALTRO, basata su una reale e profonda stima di sé e non sulla necessità di SALVARE L’ALTRO per sentirsi capaci e degni di amore.

 

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Commenti: 1
  • #1

    melania emma (domenica, 28 giugno 2015 13:35)

    Grazie per questi articoli e per il suo illuminante lavoro!!!